Stampa contro digitale – L’ufficio computerizzato funziona?
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Stampa contro digitale – L’ufficio computerizzato funziona?

Secondo nuovi studi scientifici, nella fretta di affidarci a uffici digitalizzati, potremmo interferire con la nostra capacità di capire e processare le informazioni.

Carta di vecchio stampo contro tecnologia digitale

Un articolo recente di Ferris Jabr pubblicato sul Scientific American e intitolato “The Reading Brain in the Digital Age: The Science of Paper vs. Screens” discute uno studio di Ann Mangen dell’Università di Stavanger in Norvegia, suggerendo che gli schermi digitali potrebbero cambiare il nostro modo di leggere e, di conseguenza, diminuire il livello di comprensione del testo stesso.

Lo studio ha preso in considerazione 72 studenti di seconda superiore con capacità di lettura simile e ha chiesto loro di “studiare un testo narrativo e uno descrittivo, ognuno dei quali di circa 1500 parole di lunghezza, metà di loro leggendo testi su carta e l’altra metà affidandosi a file PDF su schermi a cristalli liquidi (LCD) di 15 pollici”.

Dopodiché, è stato consegnato un test di comprensione in cui gli studenti erano liberi di fare riferimento a entrambi i testi. Curiosamente, chi ha letto sul monitor non ha avuto gli stessi risultati di chi ha letto su carta.

Mangen crede che il problema derivi dal fatto che i lettori dei file PDF abbiano trovato più difficoltà nell’individuare le informazioni specifiche. Gli studenti che hanno letto le fotocopie sono stati in grado di capire il testo nella sua completezza e di trovare nel documento e sulla pagina le risposte che stavano cercando. Invece, i lettori dei PDF, dovendo far scorrere il testo o saltare rapidamente da una pagina e l’altra, hanno avuto problemi di comprensione spaziale e, di conseguenza, hanno faticato.

Lettura approfondita contro scorrimento online

Un articolo simile apparso sul Washington Post tratta del cambio allarmante che i neuro-scienziati cognitivisti vedono nel nostro modo di processare le informazioni. L’articolo suggerisce che gli “umani… sembrano sviluppare cervelli digitali con nuovi circuiti, per scorrere attraverso il torrente delle informazioni online. Questa alternativa maniera di leggere compete con la lettura approfondita tradizionale sviluppata nel corso di millenni”.

Maryanne Wolf, neuro-scienziata cognitivista dell’Università di Tufts e massima autorità nello studio della lettura, ha detto: “Mi preoccupo del fatto che il modo in cui leggiamo superficialmente durante il giorno ci crei problemi quando lo facciamo più approfonditamente”. In altre parole, stiamo perdendo l’abitudine di capire e processare le informazioni che ci vengono presentate e, quindi, di ragionare per prendere una decisione.

C’è poi da aggiungere che i media digitali spesso negano le possibilità tradizionali, come di fare annotazioni sui margini o sottolineare determinati passaggi a cui fare in seguito riferimento.

Buone intenzioni contro cattiva comprensione

Ci sono ragioni indiscutibili e ambientaliste per evitare di stampare ogni documento che leggiamo e ogni metodo per preservare le nostre preziose risorse naturali dovrebbe essere seguito. La tecnologia digitale ci permette di risparmiare carta, ma dobbiamo assicurarci di non perderne in produttività ed efficienza. Per questo, se volete comprendere in modo approfondito un testo, inviatelo alla stampante per studiarlo attentamente. Ne verrete ripagati!